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Risarcimenti parziali ai soci BPVi e Veneto Banca, Il Sole: in via di definizione gli ultimi dettagli

Di Rassegna Stampa Sabato 7 Gennaio 2017 alle 11:05 | 0 commenti

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Risarcimenti parziali. Lunedì via libera dai cda, poi la presentazione alla struttura. Ultimi dettagli all'offerta di Veneto Banca e Vicenza. In definizione i vantaggi aggiuntivi al 15% di base
di Paolo Zucca, da Il Sole 24 Ore

Ultime messe a punto della proposta di transazione ai circa 175mila soci della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca penalizzati dalle scorrettezze nei collocamenti di titoli. Lunedì tutti i dettagli andranno al vaglio dei due consigli di amministrazione. Subito dopo verranno illustrati alla stampa e soprattutto alla rete di filiali che dovrà gestire l'informazione e il flusso di decine di migliaia di soci nell'arco di due-tre mesi. Dalle prime indiscrezioni - come è noto - emerge un rimborso del 15% sui valori investiti in cambio di una rinuncia alle azioni avviate o potenzialmente avviabili. Ma saranno proprio i dettagli messi a punto con l'ausilio dei consulenti esterni (in questi mesi Vicenza si è avvalsa, anche nei contenziosi, dello studio Bonelli Erede Pappalardo mentre Veneto Banca ha utilizzato lo studio Mercanti Dorio) a fissare le condizioni per la valutazione di convenienza da parte dei singoli soci.

È già previsto che gli amministratori delegati Fabrizio Viola per Vicenza e Cristiano Carrus per Montebelluna) illustrino le caratteristiche dell'offerta e l'intenzione di favorire una svolta nei rapporti con soci, clienti e comunità locali.
Si prospetta un impegnativo momento di contatto con soci-clienti impoveriti in pochi mesi, messi in difficoltà e anche inviperiti per le scorrettezze delle passate gestioni. Per il numero delle famiglie e delle imprese coinvolte, la proposta di chiusura con transazione rappresenterà un caso inedito nelle tante vicende di risparmio tradito di questi anni.
L'entità dell'esborso, pur pesante, è garantita dalle due banche, salvate e sostenute dal socio unico Atlante.
È più incerta la risposta che l'offerta di transazione potrà ricevere dai soci. Molto dipenderà dagli ultimi dettagli in definizione in queste ore. L'appeal del 15% potrà risultare aumentato da una proposta commerciale dedicata ai 175 mila soci penalizzati, vale a dire circa l'80% delle due compagini sociali. È chiaro l'interesse delle banche a ripristinare un rapporto di fiducia, o comunque a non perdere clientela una volta chiuso il contenzioso. Se possibile mantenendo sui conti correnti e negli investimenti i flussi riconosciuti dall'accordo.
Per questo si punta a un'operazione fiducia che eviti, e se possibile inverta, il rischio di erosione della clientela verso altri istituti. Il passaggio non può che passare dall'estrema determinazione nel perseguire le azioni di responsabilità nei confronti delle gestioni precedenti con l'incasso dei danni subiti. Nella proposta si vedrà se parte degli eventuali introiti dalle azioni di responsabilità verranno riversate ai soci attuali.
Le incertezze riguardano anche il trattamento fiscale degli introiti recuperati con la transazione. E se la proposta ai soci sarà vincolata al raggiungimento di soglie minime di adesione o se sarà "a rubinetto" cioè con il riconoscimento del corrispettivo a tutti coloro che, rispettando le condizioni, aderiranno.
Fondamentali per i 175 mila soci sarà poter avere informazioni precise e dettagliate delle condizioni di offerta. Le due banche metteranno a disposizione una situation room per aiutare i dipendenti a fornire le corrette informazioni ai soci. Toccherà a questi ultimi la non facile decisione finale se aderire o meno all'offerta. Con i loro consulenti legali dovranno valutare tutti i vantaggi e gli svantaggi della chiusura o del proseguimento del contenzioso. Sono in posizioni di forza tutti coloro che hanno subito danni più facilmente verificabili e documentabili.
Sulla proposta di chiusura dei contenziosi, in attesa di conoscere l'intero contenuto, sonomolto critiche le associazioni dei risparmiatori. Alcune scrivono di proposta "irricevivibile". Anche il mondo politico si muove sulle due clamorose crisi bancarie: il M5S ricorda il ricorso presentato alla Corte Europea «per tutelare i risparmiatori danneggiati dal dissesto di queste banche, ed evidenziare le omissioni dello Stato italiano». L'obiettivo finale è «il rimborso totale per gli azionisti di Veneto Banca e della Popolare di Vicenza».


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