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Marchio Unesco "Vicenza? Bene, non benissimo" La valutazione degli esperti boccia la caserma americana e Borgo Berga

Di Piero Zanin Venerdi 20 Gennaio 2017 alle 17:39 | 0 commenti

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"Bene, non benissimo". Il team di esperti che in 173 pagine ha valutato l'effetto che l'urbanizzazione ha avuto e avrà sulla città, non ha messo in discussione il marchio Unesco ma...
"Vicenza non è nella lista delle città a rischio" ha sentenziato Katia Basili, la super professionista della Hia (Heritage impact assessment) che insieme ai colleghi Francesco Sbetti e Katri Lisitzin ha redatto la valutazione d'impatto sulle sei opere (Borgo Berga, Tav, base Del Din, Villa Trissino, sistema delle tangenziali e San Biagio) che in diversa misura avrebbero potuto strappare il riconoscimento di "patrimonio dell'umanità" alla città. La bella notizia, però, non può tranquillizzare gli animi del partito anticemento, né quelli dei cittadini che si chiedono: "Dove stiamo andando?" Guardando perplessi i fantasmi di acciaio e cemento di Borgo Berga.

Il team di esperti è stato chiamato, per loro stessa ammissione, ad una prova ardua: valutare l'impatto di più opere in un tempo ristretto, circa sei mesi, dovendo anche immaginare, studiando i progetti, come strade ed infrastrutture future, ancora da costruire, impatteranno sul territorio. "In questo senso, la valutazione non ha precedenti". Ha spiegato durante l'incontro con i giornalisti Francesco Sbetti. Qualche critico, alzando il provvidenziale sopracciglio, potrebbe allora domandarsi quanto possa essere accurata una valutazione con tali premesse. Leggendo il documento, però, è chiaro che ben poco è stato lasciato al caso. Il dubbio tuttavia resta: il bicchiere è mezzo pieno? Per mettere al sicuro anche in futuro il valore universale di Vicenza, basterà che chi governa si attenga ai consigli promossi dalla valutazione d'impatto?
Difficile a dirsi, a prescindere da chi governerà la città nei prossimi anni. Nel Paese delle opere incompiute, sperare che quanto progettato diventi solida realtà è una scommessa che pochi bookmaker accetterebbero. Troppe le incognite, a partire da quelle già ben conosciute dai cittadini di Vicenza, che ancora si chiedono se gli ultimi lotti di Borgo Berga verranno abbattuti o finiti. Impossibile sapere se, a partire dalla prossima amministrazione, i consigli estetici della commissione verranno tramutati in norma o tralasciati, magari perché troppo costosi o meno funzionali ad altre esigenze.
Davanti a tali quesiti e a risposte che solo il tempo potrà dare, meglio allora tornare ai fatti. Vicenza non è a rischio ma quello che è stato costruito, il già fatto, non va bene. La città ricevette il titolo Unesco nel ‘94, inevitabilmente, in questo tempo è cambiata: in peggio.
La Valutazione d'impatto, infatti, ha bocciato Borgo Berga e la base americana Del Din, rimettono all'Amministrazione il "dovere" di rimediare dove possibile. "L'appartenenza di Vicenza alla lista dei siti dell'Unesco non è stato sufficientemente riconosciuto nelle decisioni quotidiane nella pianificazione e nella pratica delle autorità" hanno, infatti, sentenziato gli esperti dello Hia. Una responsabilità che non ricade però solo su chi governa palazzo Trissino: "I 21 comuni vicentini coinvolti devono agire insieme,- ha affermato senza esitazioni Katri Lisitzin- l'errore di uno si ripercuote sugli altri e sulla valutazione di Vicenza come monumento esteso". Una norma di buon senso che all'estero potrà sembrare ovvia, ma che all'atto pratico, non sarà facile in futuro da far rispettare.
Vicenza, dunque, non è stata bocciata, ma le 173 pagine redatte dagli esperti dello Hia suonano come il monito della vecchia insegnate: "Lo studente è brillante, ma non si applica, dovrà faticare".

Leggi tutti gli articoli su: Tav, Unesco, Base Usa, Borgo Berga, patrimonio Unesco

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