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Vincere il referendum per l'autonomia, Veneto Serenissimo Governo: anche per arginare l'invasione islamica

Di Note ufficiali Domenica 16 Luglio alle 19:35 | 0 commenti

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Pubblichiamo la nota che ci arriva da Veneto Serenissimo Governo a firma del responsabile del Rifacimento del Referendum del 1866 Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia

In questi giorni infuria una sterile polemica sul fascismo ed i suoi gadget che servono solo a mantenere qualche penoso nostalgico del regime, e far salire sul palcoscenico i detrattori o i favorevoli ad una proposta di legge che punirebbe appunto i nostalgici del ventennio fascista. Ritengo questa polemica sterile, non per il fatto che il fascismo non sia da condannare sempre e comunque, ma perché queste diatribe sottostanno al classico relativismo culturale tipico della politica italiana.

Se si condanna il fascismo/nazismo è altresì necessario condannare, (attraverso leggi ad hoc) anche gli eredi del gran Mufti di Gerusalemme che era alleato al fascismo/nazismo durante il secondo conflitto mondiale, uniti dall'odio antiebraico, da una visione della società misogina e maschilista, e dalla volontà di assoggettare e ridurre in schiavitù chiunque non si piegasse alle loro criminali ideologie. Il fascismo con il nazismo sono stati sconfitti militarmente, ma il loro alleato (l'estremismo islamico) è nel frattempo cresciuto e sta continuando a dilagare nel mondo mostrando una volontà sempre più tenace alla diffusione di politiche di odio e di sottomissione verso i non islamici, attraverso un'evidente politica di invasione dell'europa (e degli Stati Uniti d'America) con la complicità dei governi e delle istituzioni europee.
Questi politici da operetta che si stanno dilungando su leggi contro il fascismo lo stanno evidentemente facendo per nascondere i veri problemi con cui dobbiamo confrontarci, e verso cui dobbiamo agire.
Il problema principale è l'invasione dei presunti profughi, che, non solo sono evidentemente per il 95% dei non-profughi, ma possiamo anche dire che non sono neppure migranti economici (perché questo vorrebbe dire che vogliono lavorare), sono evidentemente spinti dall'idea che l'europa sia il luogo dove poter vivere sulle spalle dei popoli europei, ovvero dove loro comandano e noi li manteniamo.
Nella penisola non possiamo più mantenere nessuno di questi presunti profughi, i quali è bene ricordarlo, non hanno nessuna intenzione di integrarsi né di accettare le nostre leggi, ma anzi sfruttano la nostra democrazia per così assoggettarci e ridurci in stato di schiavitù. Non sono esagerato quando affermo che ci stanno riducendo in schiavitù: li andiamo a prendere nelle loro terre, li manteniamo, i parlamenti emanano leggi che danno loro più diritti e meno doveri rispetto a quelli cui siamo tenuti noi, viene loro garantita assistenza sanitaria gratuita. Mi sembra utile rilevare anche che ai contribuenti della penisola (perché siamo solo contribuenti, non certo cittadini!) non è permessa la legittima difesa, ma a queste "risorse" viene permessa di contro totale impunità qualsiasi tipo di violenza commettano nei nostri confronti, perché "è la loro cultura a prevederlo". Le organizzazioni "umanitarie" garantiscono loro prestiti a fondo perduto per aprire attività, il governo vuole una legge per garantire la cittadinanza senza che questi accettino, conoscano, né tanto meno condividano, la nostra cultura e le nostre tradizioni.... Se non facciamo qualcosa arriveremo sicuramente alla nostra eutanasia culturale e non solo.
Io ritengo che sia necessario dire basta a questo scempio, e che ogni popolo della penisola riprenda in mano il proprio destino. Non pretendo di parlare per tutti i popoli, ognuno deve autodeterminarsi e diventare padrone di sé stesso. Per quanto riguarda il Veneto ritengo che il tempo di delegare ad altri il nostro futuro sia ormai terminato, dobbiamo agire, cominciando con il referendum per l'autonomia del 22 ottobre; è necessario affermare con il nostro SI che non vogliamo più aver nulla a che fare con l'italia e con i suoi disastri. Dopo il 22 ottobre sarà il Popolo Veneto a decidere il grado di autonomia che desidera, non dobbiamo chiedere che ci venga "concesso" nulla all'occupante italiano, perché la storia oltre che il diritto internazionale ci insegnano che abbiamo il diritto di vivere da Popolo libero. Noi Veneti non siamo mai entrati legalmente in italia, abbiamo subito un'illegale occupazione dal 1866, ora è giunto il tempo di sanare questa ingiustizia....tutti uniti possiamo farlo!

Il responsabile
del Rifacimento del Referendum del 1866
Demetrio Shlomo Yisrael Serraglia

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inserisco commento che proposi l'anno scorso (per altro mai pubblicato) sui fatti del partigiano Teppa
Le argomentazioni restano le medesime.
Noi che non vogliamo la pacificazione con i fascisti.
Intanto “noi” in forma di plurale maiestatis, non rappresentando nessuno ma con la segreta convinzione e speranza che sia una posizione ampiamente condivisa.
Il fascismo non fu, non è stato, non è e non sarà una posizione ideologica, una idea con la quale confrontarsi e quindi con la quale fare i conti. Il fascismo fu ed è semplicemente un crimine e chi lo sostenne e lo sostiene semplicemente un criminale. In più, in Italia, fu arruffone, buffonesco, pressappochista e cialtrone.
Non esiste, quindi, una equidistanza con altre forme, magari più sanguinarie di dittatura, dalle quali pur ci dissociamo allo spasimo. Esiste solo una condanna storica, giudiziale e politica che non ammette ripensamenti od attenuazioni.
In politica è possibile ogni cosa MA NON un accordo coi fascisti.
L’antifascismo militante è il fondamento dei valori dell’occidente democratico e della nostra repubblica.
La così detta pacificazione coi fascisti (attenzione, coi fascisti, non col fascismo, che come tale è incommensurabile ed improponibile) c’è già stata e fu la amnistia Togliatti. A mio parere i fascisti ed i loro amici pagarono troppo poco, tanto che nel dopo guerra fu loro permesso di riorganizzarsi: ma tant’è, così è la politica, così furono le superiori esigenze di pacificazione nazionale (o semplicemente serviva una coperta ampia per altri crimini). I fascisti anche per questo, non hanno diritto di rialzare la testa.
Improvvida fu pure la scelta, o non scelta, di consentire il risorgere di posizioni nostalgiche, tollerate fin anco nel parlamento italiano, pur nato dalla resistenza e che vietava e vieta nella sua carta costituzionale il ricostituirsi del partito fascista. Probabilmente fu un portato della troppo ampia pacificazione concessa, che consentì, assieme alla situazione politica della guerra fredda, il permanere di fascisti nelle pubbliche amministrazioni ed in luoghi generalmente di potere.
Il fascismo assunse il potere con un colpo di stato, antidemocratico nella forma e nei fatti. Consolidò il suo potere con l’arbitrio, il sangue, l’intolleranza e la prevaricazione. Fu la causa prima ed unica dell’entrata in guerra coi nazisti, loro degni compari, causò le sofferenze che conosciamo (ma non abbastanza). In più non fu nemmeno in grado di vincerla, la guerra. Mussolini, nonostante tutta la sua prosopopea, riuscì a mobilitare molte meno risorse che non gli italiani  per la grande guerra: credeva che i suoi proclami e le sue parole di trasformassero in oro: poveretto. Basterebbe il delitto Matteotti e le Leggi fascistissime, e poi le leggi antirazziali, per eliminarli dalla Storia, anche se ci fu di peggio.
Quindi in fascismo ed il suo duce NON erano un governo democratico, ma frutto di un colpo di stato, illegali fin dall’origine.
Cadde per una faida interna al medesimo fascismo (in combutta col re).
L’esercito aveva giurato al re e non al duce od al fascismo.
Il governo che succedette al duce (Badoglio) tentò di ripristinare, malamente e controvoglia un regime democratico come ex ante fascismo Furono anch’essi travolti dalla guerra, dagli alleati, dal popolo italiano, dalla storia in definitiva. Comunque  il governo Badoglio non aveva le sue basi su un colpo di stato fascista, ma su un tentativo di proseguimento di democrazia liberale con lo statuto albertino: erano fuori dai tempi, ma certo più legittimi, NON meno legittimi dei fascisti.
I Nazisti occuparono immediatamente l’Italia (e la smembrarono) in avallo ad un regime illegale e liberticida (come erano loro medesimi, per altro).
La Repubblica Sociale Italiana si instaurò a supporto di un esercito invasore (e come tale si comportò), non fu certo la continuità del precedente stato italiano, non fosse altro perché non richiamava lo statuto albertino, rinnegava il re, e non aveva esercito e forza propri. Se anche fosse stato la continuità del regime fascista, fatto cadere dai loro stessi gerarchi, sarebbe stato, comunque, la continuità di uno stato golpista, liberticida, totalitario.  Furono come tutti i governi nei territori occupati dai nazisti : SERVI che ammazzavano i compatrioti.
La guerra di Liberazione non fu una guerra civile di due eserciti di due parti politiche. Fu la Resistenza degli italiani e dee territorio invaso contro la soldataglia di occupazione straniera e contro i loro lacchè sanguinari.
Nessun parallelo od equidistanza od equipollenza, nessuna confusione può esser fatta su ciò.
 
Detto ed interiorizzato tutto ciò credo sia stato giusto revocare la medaglia al partigiano scledense Teppa.
Non per miscellanea di discorsi equivoci o di invocate pari dignità.
I fascisti erano e restano criminali, come già detto, e nessun accordo politico con loro può nemmeno essere ipotizzato.
Tuttavia anche i partigiani che si sono macchiati di crimini sono criminali, e certo non diventano eroi. Per questo è stato giusto revocare la medaglia che non doveva mai essere concessa.
Questo errore (quanto in buona fede ?) ha provocato il “riarmo” dei fascisti nostrani che invocano pari dignità eccetera eccetera.
 Certo pietà umana per i morti, ma nessuna tolleranza per i fascisti e per il fascismo od i loro alleati e compagni di merende.
 
Mariano Professione
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