Quotidiano | Categorie: Lavori pubblici

Montorso Vicentino, domani iniziano i lavori per l’estensione della rete idrica e fognaria

Di Comunicati Stampa Domenica 16 Luglio alle 16:15 | 0 commenti

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Al via a Montorso Vicentino la più importante serie di lavori degli ultimi anni per l'estensione della rete idrica e fognaria in paese, che seguono di alcuni mesi quelli realizzati in via Kennedy e via Da Porto. Acque del Chiampo ha investito circa un milione di euro per ammodernare i sottoservizi e la prima fase dei lavori è pronta a partire. Il Comune ha quindi emesso l'ordinanza relativa alle vie interessate dagli interventi, che saranno chiuse di volta in volta a singoli tratti, limitatamente alla porzione necessaria per l'esecuzione dei lavori, al fine di ridurre al minimo il disagio per i residenti. Ove la larghezza della carreggiata lo consenta, la strada dovrà inoltre essere transitabile per almeno un senso di marcia.

Dal 17 luglio all'8 settembre, dalle 8 alle 18,30, saranno interessate per tutta la lunghezza le vie Vaccari, Rio e Montello, dove verrà rifatto l'acquedotto, e un tratto di circa 60 metri (in prossimità dell'incrocio con via S. Nicolò) di via Tadiotti, dove saranno scolti lavori di estensione delle fognature.
La seconda fase scatterà l'11 settembre e si concluderà il 31 dicembre. In questo periodo, sempre dalle 8 alle 18,30, per l'estensione delle fognature saranno interessate via Trento (per tutta la lunghezza), via Darramara (per un tratto di circa 350 metri a partire dall'incrocio con via Bellimadore), via Trieste (per tutta la lunghezza) e via Valverde (per un tratto di circa 300 metri compreso tra l'incrocio con via Tadiotti e la fine delle due diramazioni della strada).
Sempre dall'11 settembre al 31 dicembre è prevista la chiusura parziale, con istituzione di senso unico alternato, di un tratto di 150 metri di via Ponte Cocco compreso tra l'incrocio con via Colombara e l'incrocio con via Darramara. "Sono sicuramente i lavori idrici e fognari più importanti degli ultimi anni - spiega il sindaco Antonio Tonello -, sostenuti da un investimento considerevole da parte di Acque del Chiampo. In tempi di ristrettezze economiche per gli enti pubblici, grazie alla collaborazione con l'ente gestore si è in grado di realizzare opere che riteniamo dureranno per molti anni a venire. Ci scusiamo con la popolazione per gli eventuali disagi, ma chiediamo di pazientare perché gli interventi in programma porteranno importanti benefici".

 

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inserisco commento che proposi l'anno scorso (per altro mai pubblicato) sui fatti del partigiano Teppa
Le argomentazioni restano le medesime.
Noi che non vogliamo la pacificazione con i fascisti.
Intanto “noi” in forma di plurale maiestatis, non rappresentando nessuno ma con la segreta convinzione e speranza che sia una posizione ampiamente condivisa.
Il fascismo non fu, non è stato, non è e non sarà una posizione ideologica, una idea con la quale confrontarsi e quindi con la quale fare i conti. Il fascismo fu ed è semplicemente un crimine e chi lo sostenne e lo sostiene semplicemente un criminale. In più, in Italia, fu arruffone, buffonesco, pressappochista e cialtrone.
Non esiste, quindi, una equidistanza con altre forme, magari più sanguinarie di dittatura, dalle quali pur ci dissociamo allo spasimo. Esiste solo una condanna storica, giudiziale e politica che non ammette ripensamenti od attenuazioni.
In politica è possibile ogni cosa MA NON un accordo coi fascisti.
L’antifascismo militante è il fondamento dei valori dell’occidente democratico e della nostra repubblica.
La così detta pacificazione coi fascisti (attenzione, coi fascisti, non col fascismo, che come tale è incommensurabile ed improponibile) c’è già stata e fu la amnistia Togliatti. A mio parere i fascisti ed i loro amici pagarono troppo poco, tanto che nel dopo guerra fu loro permesso di riorganizzarsi: ma tant’è, così è la politica, così furono le superiori esigenze di pacificazione nazionale (o semplicemente serviva una coperta ampia per altri crimini). I fascisti anche per questo, non hanno diritto di rialzare la testa.
Improvvida fu pure la scelta, o non scelta, di consentire il risorgere di posizioni nostalgiche, tollerate fin anco nel parlamento italiano, pur nato dalla resistenza e che vietava e vieta nella sua carta costituzionale il ricostituirsi del partito fascista. Probabilmente fu un portato della troppo ampia pacificazione concessa, che consentì, assieme alla situazione politica della guerra fredda, il permanere di fascisti nelle pubbliche amministrazioni ed in luoghi generalmente di potere.
Il fascismo assunse il potere con un colpo di stato, antidemocratico nella forma e nei fatti. Consolidò il suo potere con l’arbitrio, il sangue, l’intolleranza e la prevaricazione. Fu la causa prima ed unica dell’entrata in guerra coi nazisti, loro degni compari, causò le sofferenze che conosciamo (ma non abbastanza). In più non fu nemmeno in grado di vincerla, la guerra. Mussolini, nonostante tutta la sua prosopopea, riuscì a mobilitare molte meno risorse che non gli italiani  per la grande guerra: credeva che i suoi proclami e le sue parole di trasformassero in oro: poveretto. Basterebbe il delitto Matteotti e le Leggi fascistissime, e poi le leggi antirazziali, per eliminarli dalla Storia, anche se ci fu di peggio.
Quindi in fascismo ed il suo duce NON erano un governo democratico, ma frutto di un colpo di stato, illegali fin dall’origine.
Cadde per una faida interna al medesimo fascismo (in combutta col re).
L’esercito aveva giurato al re e non al duce od al fascismo.
Il governo che succedette al duce (Badoglio) tentò di ripristinare, malamente e controvoglia un regime democratico come ex ante fascismo Furono anch’essi travolti dalla guerra, dagli alleati, dal popolo italiano, dalla storia in definitiva. Comunque  il governo Badoglio non aveva le sue basi su un colpo di stato fascista, ma su un tentativo di proseguimento di democrazia liberale con lo statuto albertino: erano fuori dai tempi, ma certo più legittimi, NON meno legittimi dei fascisti.
I Nazisti occuparono immediatamente l’Italia (e la smembrarono) in avallo ad un regime illegale e liberticida (come erano loro medesimi, per altro).
La Repubblica Sociale Italiana si instaurò a supporto di un esercito invasore (e come tale si comportò), non fu certo la continuità del precedente stato italiano, non fosse altro perché non richiamava lo statuto albertino, rinnegava il re, e non aveva esercito e forza propri. Se anche fosse stato la continuità del regime fascista, fatto cadere dai loro stessi gerarchi, sarebbe stato, comunque, la continuità di uno stato golpista, liberticida, totalitario.  Furono come tutti i governi nei territori occupati dai nazisti : SERVI che ammazzavano i compatrioti.
La guerra di Liberazione non fu una guerra civile di due eserciti di due parti politiche. Fu la Resistenza degli italiani e dee territorio invaso contro la soldataglia di occupazione straniera e contro i loro lacchè sanguinari.
Nessun parallelo od equidistanza od equipollenza, nessuna confusione può esser fatta su ciò.
 
Detto ed interiorizzato tutto ciò credo sia stato giusto revocare la medaglia al partigiano scledense Teppa.
Non per miscellanea di discorsi equivoci o di invocate pari dignità.
I fascisti erano e restano criminali, come già detto, e nessun accordo politico con loro può nemmeno essere ipotizzato.
Tuttavia anche i partigiani che si sono macchiati di crimini sono criminali, e certo non diventano eroi. Per questo è stato giusto revocare la medaglia che non doveva mai essere concessa.
Questo errore (quanto in buona fede ?) ha provocato il “riarmo” dei fascisti nostrani che invocano pari dignità eccetera eccetera.
 Certo pietà umana per i morti, ma nessuna tolleranza per i fascisti e per il fascismo od i loro alleati e compagni di merende.
 
Mariano Professione
via Bardella 32 
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