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Lupo, le posizioni di Sergio Berlato, Giuseppe Pan e del Wwf

Di Note ufficiali Martedi 7 Agosto 2018 alle 22:49 | 0 commenti

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Ritengo opportuno intervenire nuovamente per chiarire la nostra posizione sulla questione “lupi” in Veneto - afferma in una nota Sergio Berlato Coordinatore regionale per il Veneto di Fratelli d’Italia - Mentre le istituzioni si destreggiano nel tentare di scaricare le proprie responsabilità ad altri, i lupi continuano a sbranare un sempre maggior numero di animali selvatici e di animali da allevamento.

Quotidiane sono le predazioni da lupo documentate in Veneto, con danni economici, faunistici ed ambientali di proporzioni oramai insopportabili.

Si è passati da posizioni ideologiche del tipo “ il lupo non si tocca “ o del tipo “prima i diritti del lupo e poi i diritti degli allevatori” a posizioni fantasiose tipo “ sterilizziamo le femmine d lupo e spostiamo i maschi in altri territori” . Ci si è abbarbicati con gli slogan del tipo” i lupi sono animali furbi, che si facciano furbi anche gli allevatori ed i malghesi dotandosi di idonei mezzi di prevenzione e di difesa passiva (tipo le reti elettrificate o i cani da guardiania)” fino ad arrivare alla chicca della proposta dell’uso dei proiettili di gomma in attesa di poter catturare i lupi per dotarli di costosissimi radiocollari per poterne seguire gli spostamenti.

Fermo restando che i proiettili di gomma non fanno passare la fame ai lupi, ci si chiede quanti soldi pubblici servirebbero per lo studio e la cattura lupi per poterli dotare di radiocollare.

Tutto per non voler seguire l’esempio degli altri paesi europei che, prima dell’Italia, hanno affrontato il problema dell’eccessiva presenza dei grandi carnivori, procedendo al monitoraggio della situazione con accurati censimenti, alla definizione su base scientifica del numero massimo di soggetti compatibili con le attività antropiche e con la salvaguardia dell’equilibrio tra le varie specie di fauna, decidendo infine di eliminare tutti i capi che eccedono la presenza massima tollerabile dal nostro territorio fortemente antropizzato.

Per quanto tempo dovremo ancora assistere al balletto dello scarico delle responsabilità e della messa in scena di chi, anche all’interno dello stesso partito di governo, dice il tutto ed il contrario di tutto per compiacere sia gli esponenti dell’estremismo animalista che gli allevatori ed i malghesi che, con la loro presenza ed il loro lavoro quotidiani, hanno garantito sinora la manutenzione del territorio e la salvaguardia dell’ambiente?

Finché certi politici discutono ed altri recitano la doppia parte in commedia, i lupi continuano a sbranare il bestiame ed un numero sempre più elevato di malghesi decide di abbandonare la montagna con conseguenze irreparabili per il nostro territorio.

 

“Forse c’è stato un fraintendimento o un disguido, ma la Regione Veneto conferma di aver inviato il 18 luglio scorso la richiesta al ministero dell’Ambiente per poter intervenire con ulteriori strumenti dissuasori nei confronti di un lupo che manifesta comportamenti particolarmente confidenti e pericolosi sull’altopiano di Asiago”. Così l’assessore all’agricoltura caccia e pesca della Regione Veneto Giuseppe Pan, in merito alle dichiarazioni del ministro dell’Ambiente Sergio Costa sull’autorizzazione all’utilizzo di proiettili di gomma per allontanare un lupo particolarmente ‘confidente’, e quindi pericoloso, da alcune malghe dell’altopiano di Asiago. “Con una dettagliata relazione sui ripetuti episodi di avvicinamento in orario diurno del lupo ai bovini al pascolo e ai malgari -puntualizza l’assessore - la Direzione Agroambiente Caccia e pesca della Regione Veneto il 18 luglio scorso ha chiesto al Ministero dell’Ambiente e all’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale l’autorizzazione a fare ricorso anche a proiettili di gomma per indurre quell’esemplare a maggior diffidenza. Il parere favorevole di Ispra, che tra l’altro dà anche notizia dell’avvenuta recezione della nostra istanza da parte del Ministero competente, ci ha confortato”. “In ogni caso – prosegue Pan - siamo consapevoli della carenza di studi sui metodi dissuasivi nei confronti del lupo e restiamo sempre ben disponibili ad un confronto diretto con il Ministero per poter affrontare, insieme alle altre Regioni, facendo tesoro delle rispettive esperienze, le criticità che la presenza del lupo determina negli ambienti antropizzati e tradizionalmente legati ad allevamento e pastorizia”.

“Sono fiducioso che - conclude Pan – il problema della difficile convivenza tra grandi predatori e attività umane possa essere affrontato quanto prima da Governo e Regioni in modo responsabile, con un nuovo Piano nazionale di gestione del lupo, che con il supporto di tutti gli strumenti scientifici e nel rispetto della sostenibilità ambientale e della biodiversità saprà tener conto anche del particolare contesto sociale ed economico delle ‘terre alte’ nel quale il predatore è tornato ad insediarsi”. 

 

“In attesa di conoscere i dettagli della richiesta del Veneto al Ministero, ricordiamo che sparare ai lupi con proiettili di gomma per limitare gli attacchi al bestiame è di difficile attuazione e non ha prove scientifiche di efficacia” - sottolinea Isabella Pratesi direttore conservazione WWF Italia - Per tenere lontani i predatori dalle greggi esistono sistemi come le recinzioni elettrificate, ricoveri notturni e i cani da guardiania, soluzioni ampiamente sperimentate che danno ottimi risultati se messe in atto in associazione. 

“Gli allevatori devono essere adeguatamente sostenuti per scegliere al meglio e realizzare queste misure, e negli eventuali casi residui devono poter contare su una burocrazia più snella per ottenere risarcimenti congrui. Quella della convivenza è una sfida difficile ma che si vince insieme basandosi sui dati di fatto, non certo con la demagogia.

 

Un esempio concreto è il progetto Pasturs, sostenuto tra gli altri anche dal WWF, in cui volontari da tutti Italia affiancano i pastori per aiutarli nella gestione quotidiana del gregge e delle misure di prevenzione.”

L'uso dei fucili rappresenta comunque per il WWF una dimostrazione di fallimento in tema di convivenza con la fauna, inoltre resterebbe il rischio del "facile" passaggio dalla gomma al piombo . 


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