Quotidiano | Categorie: Fatti, Ambiente

Il "Cipressino", preludio alla morte di un abete rosso alto 125 metri e di 150 anni a Recoaro Terme

Di Citizen Writers Domenica 7 Gennaio alle 21:13 | 0 commenti

ArticleImage

"Armonico" lo chiamano. Perché prende il vento per primo e canta una sola nota. Che sia il debole o forte vento del Sud, del Nord o di altra direzione. E' lui l'albero che dà l'intonazione, come primo violinista d'orchestra, a tutti gli altri grandi e piccoli alberi strumentisti del Parco. Non è l'albero più vecchio ma forse il più alto. Quello che dà l'allerta, quello che sta in avanguardia. Il primo di sentinella che intrappola l'aria e la lascia filtrare tra le sue aghifoglie; basta ascoltarlo nelle diverse tonalità. Non teme il vento e da più di cent'anni, in una empatica simbiosi, lo affronta, lo accoglie e lo doma. Insieme hanno vinto in quell'infausto giorno del 20 aprile del 1945, contro l'improvvisa violenta e sferzante onda d'urto di 135 bombe di più di due quintali l'una degli angloamericani che hanno raso al suolo edifici e alberi delle Fonti.

Ferito da schegge, ha resistito. E quel giorno non fischiava, ma gridava d'orrore.

Lui più alto dell'Hotel Eden si è piegato in tutte le direzioni, ma non ha ceduto; come era giusto suo dovere, forte della sua flessibilità aerea, con la sua radice apicale e il suo apparato radicale, fissi al terreno.

Guardalo e lui ti comunicherà la sua memoria storica come comunica segnali di vita solidale con il "suo popolo che sta in piedi" come dicevano gli Indiani d'America contemplando i grandi alberi delle foreste.

Egli è un inno alla vita ma ora se lo ascolti nel silenzio ti segnala un grido d'allarme.

Gli alberi hanno memoria e provano dolore; trasmettono suoni sommessi, scricchiolii di rami che si piegano l'un contro l'altro in fruscii di foglie ed esprimono pensieri e sentimenti.

Ma in questi giorni il Parco tace in un silenzio assordante.

Per l'ultima volta vai ad ascoltare Armonico, il solista accarezzato dal suo dolce amico vento perché poi non udrai più il suo suono.

Sarà, infine, una digrignante, stridente nota stonata di una motosega a dargli la morte.

Speriamo che egli riesca, in tempo, ad avvertire il monumentale abete rosso di Calvene, suo fratello, e i due maestosi faggi secolari protetti delle Montagnole per un ripetuto ultimo disperato corale urlo d'aiuto al popolo dei boschi perché scuota la sensibilità umana della nostra Recoaro per mantenerlo in vita.

Gaspare Pozza

 

Leggi tutti gli articoli su: Cipressino

Commenti

Ancora nessun commento.
Aggiungi commento

Accedi per inserire un commento

Se sei registrato effettua l'accesso prima di scrivere il tuo commento. Se non sei ancora registrato puoi farlo subito qui, è gratis.





Commenti degli utenti

Mercoledi 27 Dicembre 2017 alle 16:25 da kairos
In Politica, Piero Ruzzante annuncia la nascita del gruppo consiliare "Liberi E Uguali" al posto di Articolo Uno - Movimento Democratico e Progressista

Lunedi 11 Dicembre 2017 alle 17:39 da kairos
In Piano lupi, Andrea Zanoni (PD): "Luca Zaia dimostra tutta la sua inadeguatezza"

Lunedi 13 Novembre 2017 alle 07:29 da kairos
In Alla manifestazione di EuroStop a Roma Giorgio Langella, Luc Thibault, altri vicentini e "tantissime bandiere di USB, PCI, PRC, Rete dei Comunisti, Rinascimento Socialista..."
Gli altri siti del nostro network