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Coldiretti Vicenza: Vicenza maglia rosa dei giovani agricoltori: oltre 900 giovani al di sotto dei 30 anni

Di Note ufficiali Mercoledi 15 Marzo 2017 alle 14:42 | 0 commenti

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"Non il futuro, ma il presente è nelle mani dei nostri giovani. Ed a Vicenza possiamo a pieno titolo indossare la maglia rosa in questo senso, perché i numeri sono importanti. Ben 900 giovani al di sotto dei 30 anni, di cui oltre 300 conducono come titolari o soci l'azienda. Per la gran parte si tratta di ragazzi impiegati nel settore zootecnico, con una prevalenza delle vacche da latte, ma un numero rilevante è occupato anche nella viticoltura". Con queste parole il presidente provinciale di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola ed il direttore Roberto Palù commentano i significativi dati diffusi dalla Coldiretti nazionale, che evidenzia come con 50.543 imprese condotte da under 35 l'Italia è leader in Europa nel numero di giovani in agricoltura per il crescente interesse delle nuove generazioni per il lavoro in campagna, dove hanno portato profonde innovazioni con attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo, ma anche l'agricoltura sociale, l'agribenessere e la cura del paesaggio o la produzione di energie rinnovabili.

È quanto emerge da uno studio della Coldiretti divulgato in occasione della presentazione della Banca delle terre agricole. Secondo un'indagine Coldiretti/Ixe', le aziende agricole dei giovani possiedono una superficie superiore di oltre il 54 per cento rispetto alla media, un fatturato più elevato del 75 per cento ed il 50 per cento di occupati per azienda in più. "Ma insieme alla burocrazia ed all'accesso al credito la disponibilità dei terreni - sottolineano Cerantola e Palù - rappresenta il principale ostacolo alle aspirazioni dei tanti giovani che vogliono lavorare in agricoltura, con il 50 per cento delle imprese agricole già esistenti condotte da giovani ha bisogno di disponibilità di terra in affitto o acquisizione. Un problema che riguarda molto da vicino anche la provincia berica, dove l'edificazione selvaggia si è fatta pesantemente sentire, così come la realizzazione di infrastrutture non sempre necessarie, che hanno tolto terreno all'agricoltura". Oggi secondo uno studio della Coldiretti quasi una impresa condotta da giovani su dieci in Italia opera in agricoltura (8,4 per cento) con un'interessante prevalenza del Mezzogiorno, dove investe ben il 52 per cento dei giovani agricoltori per un totale di 26.587 le imprese condotte da under 35 nel 2016. "Tra chi fa dell'agricoltura una scelta di vita accanto al numero crescente di quanti hanno scelto di raccogliere il testimone dei genitori, la vera novità rispetto al passato - proseguono Cerantola e Palù - sono le new entry da altri settori o da diversi vissuti familiari, che hanno deciso di scommettere sulla campagna con estro, passione, innovazione e professionalità, i cosiddetti agricoltori di prima generazione". Tra queste new entry giovanili nelle campagne, ben la metà è laureata, il 57 per cento ha fatto innovazione, ma soprattutto il 74 per cento è orgoglioso del lavoro fatto ed il 78 per cento è più contento di prima. La scelta di diventare imprenditore agricolo è peraltro apprezzata per il 57 per cento anche dalle persone vicine, genitori, parenti, compagni o amici. "Con l'avvio dei bandi previsti dai piani di sviluppo rurale approvati dall'Unione Europea ci sono opportunità di insediamento nell'agricoltura italiana per almeno ventimila giovani fino al 2020", ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che "abbiamo di fronte una occasione forse irripetibile per sostenere il grande sforzo di rinnovamento dell'agricoltura italiana e la competitività delle impese, ma occorre un dialogo costruttivo con la pubblica amministrazione per rendere piu' agevole e veloce l'accesso alle misure previste". C'è un intero esercito di giovani che hanno preso in mano un settore considerato vecchio, saturo e inappropriato per immaginare prospettive future e ne hanno fatto un mondo di pionieri, rivoluzionari, innovatori e attivisti impegnati nel costruire un mondo migliore per se stessi e per gli altri", ha affermato Maria Letizia Gardoni delegata dei giovani della Coldiretti nel sottolineare che "dai campi non viene solo una risposta alla disoccupazione e alla decrescita infelice del Paese, ma anche una speranza alla sconfitta dei nostri coetanei che sono costretti ad espatriare".


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